Presentazione collezione

La collezione dei mosaici contemporanei, allestita nel quadriportico del Museo d’Arte della Città, ripercorre lo sviluppo che la tecnica del mosaico ha visto svolgersi a Ravenna dal secondo decennio del Novecento ad oggi. Risale infatti al 1924 l’istituzione del corso di mosaico dell’Accademia di Belle Arti, per far fronte alle necessità di operatori specializzati nel restauro delle antiche decorazioni musive cittadine. Il mosaico trova qui una nuova strada che non rimane confinata all’ambito del restauro ma si orienta anche a quello dell’arte, complice il generale corso intrapreso dalle vicende artistiche dell’epoca.

La collezione si sviluppa per nuclei cronologicamente scanditi che mettono in evidenza le diverse anime che il mosaico può incarnare: il rapporto con artisti di larga fama nella realizzazione di opere che si avvalgono delle abilità di chi ne padroneggia la tecnica; ma anche il rapporto con il design di interni nella realizzazione di oggetti di arredo esclusivi; fino all’impiego della tecnica in qualità di linguaggio artistico autonomo, da parte di artisti che ne fanno il proprio mezzo espressivo, unico o privilegiato.
Momento cardine delle vicende musive a Ravenna è la mostra dei Mosaici Moderni inaugurata il 7 giugno 1959 nelle sale del Museo Nazionale, le cui opere rappresentano il nucleo centrale della collezione e su cui si è andata sviluppando l’intera raccolta. Il progetto promosso da Giuseppe Bovini (professore di Archeologia Cristiana all’Università di Bologna) e dal Gruppo Mosaicisti, intendeva mettere la tecnica musiva al servizio dell’arte contemporanea. Agli artisti, scelti dal comitato scientifico composto dallo stesso Bovini, Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli, fu chiesto di eseguire i bozzetti preparatori di opere destinate ad essere realizzate in mosaico. Per la quasi totalità delle opere di questo progetto di rilancio del mosaico sono presenti in collezione il bozzetto preparatorio e l’opera in mosaico, permettendo un affascinante confronto tra due forme di esistenza di una stessa idea artistica. Alla mostra parteciparono alcuni dei principali protagonisti della scena artistica internazionale: Afro, Mirko, Renato Birolli, Corrado Cagli, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Bruno Cassinari, Marc Chagall, Antonio Corpora, Mario Deluigi, Franco Gentilini, Renato Guttuso Georges Mathieu, Mattia Moreni Enrico Paulucci, Bruno Saetti, Rolf Sanqvist, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova. I cartoni pittorici furono tradotti in mosaico dal Gruppo Mosaicisti attivo a Ravenna a partire dal 1949, tra questi Sergio Cicognani, Isler Medici, Zelo Molducci, Ines Morigi, Libera Musiani, Romolo Papa, Antonio Rocchi, Giuseppe Salietti, Renato Signorini.
La collezione è in continua espansione grazie a lasciti e donazioni e grazie ad un concorso istituito nel 2011 – il Premio GAeM, Giovani Artisti e Mosaico – che, con cadenza biennale, permette l’acquisizione delle due opere vincitrici: un’opera a mosaico realizzata con materiali e tecniche tradizionali, un’opera realizzata con qualsiasi materiala e tecnica che sia conforme però alle logiche costitutive, formali e poetiche del linguaggio del mosaico.