San Michele in Africisco e l’età giustinianea a Ravenna

a cura di
Claudio Spadoni
Linda Kniffitz

SilvanaEditoriale

La chiesa di San Michele in Africisco a Ravenna, disadorna fuori ma scrigno di ricchezze dentro, fu l’unico, tra i gioielli dell’architettura bizantino-ravennate, a essere oggetto di una vera e propria diaspora.

Al pari di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe, la basilica ravennate fu finanziata da un alto funzionario della corte di Bisanzio, Giuliano Argentario, che la fece erigere per grazia ricevuta in omaggio all’arcangelo Michele. Dopo alterne vicende, la chiesa, già in precarie condizioni, fu definitivamente sconsacrata a causa delle requisizioni napoleoniche. Riadattata a nuova destinazione d’uso, fu infine privata dei suoi preziosi tesori, primo fra tutti il mosaico del catino absidale, acquistato da Federico Guglielmo IV re di Prussia e oggi conservato al Bode Museum di Berlino.

Nel volume, edito per la Biblioteca d’arte di Silvana Editoriale, si pubblicano gli atti del convegno internazionale di studi del 21-22 aprile 2005, che offrono una precisa ricostruzione dei fatti e presentano i personaggi che hanno avuto parte alla genesi, alla realizzazione e alla diaspora del monumento, ricomponendo così una pagina essenziale del ricco tessuto artistico di Ravenna.