Invader. L’invasione di Ravenna

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Dall’11 ottobre 2014 una facciata esterna del Planetario di Ravenna ospita l’installazione di un mosaico di venti metri quadrati, realizzato da Invader, artista francese di fama internazionale. Il mosaico rappresenta il celebre personaggio della saga televisiva di fantascienza Star Treck, Spock, colto nel gesto di saluto rivolto ad un alieno invasore che sta per atterrare sulla terra.
L’opera è stata realizzata su invito rivolto ad Invader da parte dell’Associazione Culturale Marte, per un progetto coordinato da Daniele Torcellini, grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, di Ravenna 2019,  con la collaborazione del MAR – Museo d’Arte della Città e del Planetario di Ravenna.

Parallelamente a questa invasione ufficiale e coordinata istituzionalmente, Invader ha realizzato diverse invasioni non ufficiali, sparse per il centro della città e nei dintorni, seguendo una modalità di lavoro connaturata alla street art e tale da suscitare immancabili polemiche per la mancanza di permessi. Sono stati installati ventitre mosaici di più piccole dimensioni in punti strategici dei flussi di traffico e di spostamento pedonale. I mosaici installati rendono omaggio alle iconografie dei mosaici paleocristiani e bizantini, ponendosi in un ideale dialogo con essi. Una naturale continuazione del mosaico antico nella contemporaneità.

Negli ultimi quindici anni, Invader ha occupato le strade con i suoi Space Invader, recuperati dall’omonimo videogame arcade di fine anni ’70, in cui alieni fatti di pixel si muovono alla volta della terra per conquistarla. Lavorando sotto lo pseudonimo di Invader, l’artista ha portato l’idea dal videogame nel mondo reale, lasciando irrompere gli Space Invader fuori dallo schermo, per attaccare i muri delle maggiori città del mondo, nelle vesti di mosaici di piastrelle, dove ogni pixel è una tessera. Ravenna si aggiunge ad una lunga lista di città  sparse per il mondo, Parigi, Londra, New York, Tokyo Mombasa e Katmandu per citarne alcune, “invase” dai mosaici dell’artista.
I suoi mosaici sono inoltre il soggetto di un gioco: FlashInvaders. Si tratta di una app per smartphone ideata dallo stesso Invader – che combina le tecnologie virtuali e il mondo reale in un gioco internazionale alla ricerca dei lavori a mosaico dell’artista. FlashInvaders invita chiunque a scrutare le strade delle città del mondo e interagire con le opere di Invader. Per ogni Space Invader fotografato e riconosciuto FlashInvaders rivelerà la sua identità, il ritratto ufficiale e il numero di punti che Invader ha assegnato. I mosaici fotografati con successo sono postati in tempo reale sul sito web dell’artista.

Il lavoro di Invader illustra l’effetto soverchiante che la tecnologia ha avuto sulla cultura contemporanea e allo stesso tempo muove una critica verso di essa, utilizzando una tecnica antica e tradizionale come quella del mosaico per simulare i pixel digitali. Ispirandosi al videogame Atari del 1978, l’artista ha iniziato a collocare i mosaici con i suoi Space Invader nelle strade di Parigi nei tardi anni ’90. Con i fantasmi di Pac Man o altri personaggi 8-bit popolari, le opere sono diventate presto familiari ai passanti in molti contesti urbani. L’utilizzo di piastrelle per creare opere di street art, piuttosto che pittura o stancil, è una scelta unica nel suo genere e mette anche in evidenza quale sia la posizione dell’artista sulle influenze e le trasformazioni che i network di informazione digitali esercitano sulla nostra società. Negli ultimi quindici anni le sue opere si sono diffuse su scala globale e l’artista continua ad invadere spazi pubblici attraverso i cinque continenti.

Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni tra cui Museum of Contemporary Art (MoCA) di Los Angeles, Museum of Contemporary Art (MCASD) di San Diego, Museu de Arte de São Paulo (MASP) in Brasile, Museé Ingres in Francia, Museum of Contemporary Art of Daejong (South Corea) e molti altri.